È che io le cose con calma non son proprio capace, mi segui? Ci provo, eh, non si dica che non ci provo. Faccio finta di fregarmene, ma duro meno di un giorno. Sono una sfigata delle cose di fretta, io. Non è che mi puoi invitare a prendere un birrino e pensare che poi non mi farò i film su di te o che non starò metà della nottata a meditare sul mandarti o meno il messaggio della buonanotte che, lo sai, la buonanotte c’ha tutto quello strascico di sentimentalismo che manco le foto dei miei nonni al matrimonio. Tanto poi alla fine sono le tre e io il messaggio della buonanotte non te l’ho ancora mandato e se te lo mando adesso magari ti pensi che sono pure una pazza, che ci siamo salutati a mezzanotte e tre quarti e io che ho fatto fino alle tre? Eh, che ho fatto? Te lo dico io che ho fatto: ho scritto e cancellato quel cazzo di messaggio per dieci, ma che dico dieci, venticinque, ecco, venticinque volte e non te l’ho neppure mandato. Quando mi chiami e ad un certo punto dici va bene, adesso me ne vado a letto e dici sempre dormi bene e te lo dico pure io e invece ti vorrei dire ti bacio fino a domani, ma mi mordo la lingua e mi esce solo un mugugno che non si capisce niente, io quando mi dici ciao, eh, buonanotte, ci sentiamo, no, vabbè, ci sentiamo non lo dici mai, ma comunque, insomma, è tanto per capirsi, io quando mi saluti poi ho sempre altre cose da dirti. Tu c’hai dalla tua tutta quella razionalità, la razionalità delle cose fatte con calma, ma come posso pensarle le cose con calma se nei tuoi occhi io ci verrei a vivere adesso? No, davvero, organizzo il trasloco in due giorni, tu dai una spazzata ai pavimenti ed è fatta. Te l’ho detto, mi accontento di poco, ma quel poco deve venire di corsa. Mi piacciono le cose di fretta, ti ho detto, perché si sa sempre come vanno a finire. La questione è che tu mi piaci più delle cose fatte veloci e anche più delle cose fatte piano e allora dico che è ok, ci sto, come vuoi tu, andiamo con calma, ma sorridimi sempre e, per favore, taci sul fatto che dirti che mi piaci più delle cose è già correre, che la bicicletta è a riparare e in piedi mi faccio sempre del male. Stasera, quando te la sentirai, chiamami che ho qualcosa da farti vedere e quando mi avrai salutato me ne verranno in mente altre tre. Tu chiamami anche domani.
È che da quando ti conosco mi piacciono i baci e tu, tu non me ne dai mai abbastanza.